L’anno peggiore nella storia dell’umanità

Ognuno di noi, nella propria vita, ha vissuto e ricorda annate positive e negative. Ma vi siete mai chiesti quale fu l’anno peggiore in assoluto nella storia dell’umanità in cui vivere?

Forse i più esperti tra voi ricorderanno subito il 1349, l’anno passato alla storia come uno dei più tristi e deprimenti di sempre, in cui il famoso morbo noto come “peste nera” spazzò via quasi mezza popolazione europea. Altri potrebbero pensare al 1918, il periodo della Grande Guerra, quando oltre alle vittime del primo conflitto mondiale, l’influenza spagnola uccise dai 50 ai 100 milioni di persone, soprattutto i più giovani. Altri potrebbero pensare al 1945, periodo conclusivo della Seconda Guerra Mondiale e anno clou per tutta una serie di conflitti: dalle varie battaglie nel Pacifico al terribile sgancio delle due bombe atomiche, che uccise milioni di persone. Eppure, vi stupirete nello scoprire che nessuno di questi anni fu paragonabile a ciò che accadde nel lontano 536 d.C. Secondo lo storico ed archeologo McCormick l’anno 536: “Ha segnato l’inizio di uno dei periodi peggiori per vivere su questo pianeta, e può essere considerato l’anno peggiore per l’uomo”. McCormick ha infatti da poco presieduto l’importante iniziativa dell’Università di Harvard per scoprire quale fosse stato l’anno peggiore per l’uomo da vivere sulla Terra.

Ma cosa accadde quindi nel 536, tanto da essere stato posto in prima posizione dal team di McCormick? Secondo gli storici, una misteriosa nebbia fece precipitare l’intera Europa, tutto il Medio Oriente e gran parte dell’Asia nell’oscurità, giorno e notte, per almeno 18 mesi! “Il sole ha emesso quell’anno il minimo della sua luminosità, come oggi potrebbe apparirci la luna, durante tutto l’anno”, è la testimonianza anche dello storico bizantino Procopius. Le temperature nell’estate del 536 sono scese da 1,5 °C a 2,5 °C, provocando il decennio più freddo degli ultimi 2300 anni di storia! Tanto per farci un’idea concreta della situazione, quell’estate cadde la neve in tutta la Cina e l’Asia, il 90% dei raccolti fallì, milioni e milioni di persone patirono la fame. Nelle cronache irlandesi infatti, si registra testualmente “un totale fallimento del raccolto del pane nelle annate 536-539”. Ma i problemi non finirono qui: poco più tardi, nel 541, la peste bubbonica colpì il porto romano di Pelusium, in Egitto, da cui partivano le più importanti spedizioni di frumento e viveri. La cosiddetta “Peste di Giustiniano” si diffuse così rapidamente in tutta Europa, spazzando via tra un terzo e metà della popolazione dell’Impero Romano d’Oriente, accelerando così il suo crollo, rileva il team di McCormick.

E’ bene sottolineare che gli storici conoscono e hanno studiato da parecchio tempo il periodo medievale che va dalla metà del sesto secolo in poi, e questo periodo era già considerato un momento buio all’interno del Medioevo, tuttavia l’origine delle nuvole misteriose di cui abbiamo parlato prima è stata a lungo un enigma per tutti. Da quando gli inediti studi sugli anelli della corteccia degli alberi negli anni ’90 hanno suggerito che le estati intorno al 540 furono insolitamente fredde, i ricercatori hanno cercato con maggiore insistenza la causa di questo motivo fino ad oggi. Ed infatti un primo studio su questo interessante fenomeno naturale, arriva dall’analisi di alcuni nuclei di ghiaccio provenienti dalla Groenlandia e dall’Antartide, che hanno fornito nuovi indizi. Quando un vulcano esplode, emette zolfo, bismuto e altre sostanze che fluttuano nell’atmosfera, formando una nebbia aeriforme che riflette la luce del sole nello spazio, raffreddando di conseguenza il pianeta. Abbinando la documentazione sul ghiaccio di queste tracce chimiche con le registrazioni degli anelli degli alberi del clima, il team guidato da Michael Sigl dell’Università di Berna, ha scoperto che quasi ogni estate insolitamente fredda negli ultimi 2500 anni è stata preceduta da una grande eruzione vulcanica. Ed è proprio grazie a questi studi che si è arrivati a teorizzare l’origine delle nubi misteriose: alla base ci sarebbe stata un’enorme eruzione vulcanica – che alcuni storici hanno identificato inizialmente in Nord America – artefice di una immensa nube piroclastica, diffusasi in due continenti tra il 535 e il 540.

Esempio di possibile nuvola piroclastica del 536

Oggi inoltre, grazie ad una nuova analisi precisa del ghiaccio proveniente da un ghiacciaio svizzero da parte di un team guidato da McCormick e dal glaciologo Paul Mayewski presso il Climate Change Institute dell’Università del Maine, è stato portato avanti lo studio intrapreso qualche anno fa, ma in modo molto più dettagliato. Il team ha confermato i precedenti studi sull’enorme eruzione vulcanica, identificando anche il punto preciso da cui essa partì, che si troverebbe dalle parti dell’Islanda. Essa ha prodotto una quantità enorme di ceneri che si sono diffuse in tutto l’emisfero settentrionale all’inizio dell’anno 536 ed in più, ne seguirono poi altre due, nel 540 e nel 547. Le ripetute eruzioni, seguite poi dalla peste, fecero precipitare l’Europa in una stagnazione economica che è durata fino al secolo successivo. Più o meno attorno al 640, la situazione iniziò a cambiare in meglio. Infatti, un altro segnale nel ghiaccio – cioè un picco di piombo disperso nell’aria – segnerà la rinascita dell’estrazione dell’argento, simbolo quindi per il team di benessere economico e circolazione di merci e monete di scambio. Ciò suggerisce inoltre che l’oro era diventato scarso con l’aumento del commercio, costringendo il passaggio alla più pratica e comune moneta d’argento come standard monetario. Christopher Loveluck e i suoi colleghi scrivono nel loro report che questo dato ci pone davanti ad un momento cruciale della storia medievale: “Mostrando in modo inequivocabile e per la prima volta l’ascesa della classe mercantile europea”.

Il nucleo di ghiaccio analizzato era lungo 72 metri ed è dunque riuscito ad intrappolare oltre 2000 anni di “storia” di eruzioni vulcaniche, tempeste di polvere sahariana e attività naturali. Ma come sono state individuate tutte queste informazioni in una semplice lastra di ghiaccio? Il team in questione ha decifrato il ghiaccio utilizzando un nuovo metodo ad altissima risoluzione, in cui un laser scolpisce le scaglie di ghiaccio da 120 micron, che rappresentano solo pochi giorni o settimane di nevicate, lungo tutta la lunghezza dell’intero nucleo. Ciascuno dei campioni – circa 50.000 per ogni metro del nucleo – è stato poi analizzato per circa una dozzina di elementi.

Frammenti di ghiaccio svizzero analizzati per condurre il test

“L’innovativo approccio scientifico ha consentito al team di individuare quindi tempeste ed eruzioni vulcaniche precise, risalendo fino addirittura a 2000 anni fa” afferma il vulcanologo della UM Andrei Kurbatov. Bombardando i frammenti di vetro vulcanico attraverso i raggi X per determinare la loro impronta chimica, il team ha infatti scoperto che combaciavano strettamente con le particelle di vetro trovate in precedenza nei laghi europei e in un nucleo di ghiaccio della Groenlandia. Proprio per questo, il team è riuscito anche ad identificare precisamente anche il luogo preciso dell’eruzione, dato che quelle particelle erano identiche ad alcune rocce vulcaniche rinvenute in Islanda. Inoltre, i venti e il clima nel 536 dovevano essere stati ideali per permettere alla nube vulcanica nell’atmosfera di viaggiare verso sud-est ed arrivare a coprire i cieli del”Europa e, successivamente, dell’Asia, creando un gelo permanente in quegli anni.

Inoltre, per Kyle Harper, storico dell’età romana presso l’Università dell’Oklahoma: “il registro dettagliato delle catastrofi naturali congelate nel ghiaccio in questione ci fornisce un nuovo tipo di record storico per comprendere la concatenazione di cause umane e naturali che portò alla caduta dell’Impero Romano e alle prime agitazioni di questa nuova economia medievale.”

(GRAPHIC) A. CUADRA/SCIENCE; (DATA) C. P. LOVELUCK ET AL., ANTIQUITY 2018; M. SIGL ET AL., NATURE 2015; M. MCCORMICK – http://www.sciencemag.org

La ricerca però non finisce qui: il prossimo passo è cercare di trovare più particelle provenienti da questo vulcano nei principali laghi in Europa e in Islanda, al fine di confermare la precisa posizione in Islanda e scoprire perché tale eruzione sia stato così devastante sul clima europeo ed asiatico. Ma quel che è certo è che siamo definitivamente entrati in una nuova era di ricerca storica ed archeologica, grazie a questa capacità di integrare record ambientali, attraverso tecnologie ad altissima risoluzione, con record storici. Insomma, un vero e proprio punto di svolta per le ricerche in questo campo.

Ecco svelato, dunque, quale fu l’anno (o il periodo storico, per meglio dire) peggiore sulla Terra per l’essere umano. Quindi, se dovessero chiedervi in che periodo storico avreste voluto vivere o vorreste tornare, da oggi in poi state lontani dal 536 e dal successivo secolo storico: buio continuo, carestie, pestilenza e guerre hanno creato un mix perfetto per minacciare l’esistenza umana. Eppure, nonostante tutto, (come direbbe un famoso cantante) noi siamo ancora qua…

Di Claudio Pira

Fonti:
https://www.sciencemag.org/news/2018/11/why-536-was-worst-year-be-alive

Pubblicato da Redazione

Redazione del portale online di RLS: - Riscrivere la Storia (Eventi Dimenticati - Fact Checking Storico - Geopolitica e Popoli Perseguitati) - Endangered Peoples

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