Il ruolo degli ex popolari nella fase costituente della Democrazia Cristiana

Il processo che portò alla nascita della Democrazia cristiana fu il risultato di un confronto non solo ideologico e politico, ma anche generazionale e regionale, pertanto le sorgenti del nuovo partito furono diverse. La storiografia ha sempre rilevato in modo evidente che all’interno del nuovo partito dei cattolici, fin dall’inizio vi erano orientamenti diversi tra gli esponenti della prima generazione gli ex popalari e la seconda generazione, che si era formata nella Fuci e in alcuni ambienti dell’Università Cattolica di Milano. In alcuni casi si era creata l’idea che la divisione tra prima e seconda generazione corrispondesse a quella tra una forma conservatrice e una progressista.

Il gruppo dirigente vicino a De Gasperi formato da ex popolari, molto spesso venne descritto come non in grado di avere una progettualità; infatti si mise in luce come alcuni documenti prodotti durante la resistenza dal gruppo dirigente influenzati dal popolarismo, fossero troppo lontani dalla realtà della situazione italiana e, come il popolarismo, non fosse più grado di essere una chiave interpretativa delle esigenze del secondo dopoguerra come la costruzione di uno stato democratico e sociale.

Questa interpretazione sulla prima generazione formata da ex popolari della Dc riecheggia nella valutazione negativa che Togliatti diede di De Gasperi e del periodo del centrismo degasperiano. Togliatti infatti metteva a confronto il riformismo di Dossetti, Fanfani e Vanoni con il conservatorismo dei governi De Gasperi. Secondo il segretario del Pci il leader trentino pur essendo innegabilmente antifascista, si era allontanato dal popolarismo e aveva cercato compromessi e contatti con il corporativismo. La lettura di Togliatti era molto limitata, però influenzò per molto tempo la storiografia su De Gasperi e sulla prima generazione democristiana.

La storiografia iniziò a rivalutare l’opera politica di De Gasperi non solo attraverso l’opera degli storici, ma anche attraverso la rivalutazione fatta dall’esponente principale della «sinistra cristiana» Franco Rodano che, già nel 1950 criticava i giovani democristiani, in particolare quelli più vicino a Dossetti che conformandosi all’anticomunismo, dopo il loro ruolo nella costituente si ridussero meramente ad una rappresentanza, nonostante la presenza culturale nel partito e nella vicenda politica nazionale.

L’influenza della prima generazione della Dc si può notare con il costante riferimento nel dibattito costituente sul valore civile e politico delle «libertà» uno dei valori più forti nel popolarismo e nel pensiero di Sturzo. Questo permette di considerare che in ogni componente della Dc, anche in quello degli ex popolari c’erano delle influenze del cristianesimo sociale in quanto già presenti all’interno della Chiesa fin dalla fine del 1800. Quindi il gruppo degasperiano nel suo complesso, si rifaceva anche a questa tradizione e alcuni problemi teorici e giuridici nella costituente vennero affrontati attraverso questa prospettiva.

Il documento redatto da alcuni ex popolari nel luglio 1943 intitolato “Idee ricostruttive della Democrazia Cristiana”, che costituisce l’impianto programmatico della nuova formazione politica era stato fatto precedere dalla premessa indispensabile che la libertà doveva essere difesa e promossa. Questo documento è stato redatto quasi esclusivamente da ex popolari e de Gasperi ne fu l’ispiratore tra la fine del 1942 e i primi mesi del 1943. Le riunioni redazionali si svolsero a Roma nelle abitazioni di Gonella, Scelba , Gronchi e di Spataro e venne poi pubblicato sull’organo ufficiale del partito il 12 novembre de 1943 e, successivamente, in un opuscolo. Il fatto singolare è che le idee presenti nel documento vennero spesso attribuite esclusivamente a De Gasperi, il quale pur non apprezzando alcuni aspetti del documento, tuttavia non le disconobbe mai platealmente perché erano affermazioni che fondamentalmente riflettevano il suo pensiero.

Il ruolo di Scelba nella redazione di questo documento fu abbastanza marginale, De Gasperi chiese il suo parere per accertarsi che fosse più lontano possibile dal pensiero sturziano. Certamente di maggior rilievo fu il ruolo in questa fase di Spataro in quanto svolse il ruolo di segretario nel periodo clandestino, che cercò di fare del partito una reale forza di rinnovamento che lasciava spazio alle successive generazioni il ruolo di Gonella nella redazione di tale documento fu centrale per volontà del leader che affidò a lui la redazione della parti riguardanti la politica estera e quella scolastica.

I temi affrontati in questo documento sono il regime democratico, l’idea di una corte suprema di garanzia, la creazione delle regioni, valori morali e libertà delle coscienze, la giustizia sociale, la rappresentanza professionale degli interessi e democrazia economica, ricostruzione dell’ordine internazionale secondo giustizia, la nuova comunità internazionale, sue funzioni politico-giuridiche e funzioni politico economiche. Questi temi pur segnando una distanza dal pensiero sturziano voluta da De Gasperi, sono stati redatti da gran parte della classe dirigente formatasi nel partito popolare.

Questo documento ebbe una larga diffusione e l’effetto di chiamare a raccolta il popolo cattolico intorno al nuovo partito, che si stava organizzando e le idee ricostruttive circolarono in un piccolo opuscolo di otto facciate.
Il ruolo di alcuni ex popolari si può notare anche nell’organizzazione del partito come per la pubblicazione dell’organo del partito “Il Popolo“ nella fase di clandestinità. Il nome del giornale segnava la continuità con il foglio diretto da Giuseppe Donati testata del partito popolare. Il timore di De Gasperi era che il giornale potesse avere toni troppo accesi.

La redazione di questo documento dimostra la capacità progettuale e una rilevanza culturale nella Democrazia cristiana degli ex popolari nella fase di formazione del partito.


Di: Francesco Sunil Sbalchiero

Bibliografia:
G. D’Andrea, L. Giorgi (a cura di), I segretari della DC e il Progetto democratico cristiano, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2011.
G. Sangiorgi, De Gasperi uno studio. La politica, la fede, gli affetti familiari, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2014.
A. Giovagnoli, La cultura democristiana,, Laterza, Roma- Bari, 1991.
G. Galli, Storia della D.C., Laterza, Roma-Bari, 1978.

Pubblicato da Francesco Sunil Sbalchiero

Francesco Sunil Sbalchiero nato in Sri Lanka nel 1992 e vivo a Venezia. Mi sono laureato in triennale in storia all’Università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi intitolata Le premesse del centro-sinistra in Italia e a Venezia(1949-1957) con il professore Giovanni Vian e i magistrale in scienze storiche all’Università degli studi di Torino con una tesi sul Presidente della Repubblica Luigi Einaudi con il professore Paolo Soddu. In passato ho fondato il blog Aggiornamenti Storici (2016), ho collaborato con il sito Historical Eye ed ora collaboro con il Centro studi Piero Gobetti di Torino e con altri istituti del Polo del 900. Mi occupo principalmente di storia dei partiti politici e di storia dell’Italia repubblicana.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea il tuo sito web su WordPress.com
Crea il tuo sito
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: