Le incredibili invenzioni della Dinastia Han che cambiarono il mondo

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Liu Bang, meglio conosciuto con il nome templare di Gao Zu, fu il primo imperatore della famosa dinastia Han nell’antica Cina, approssimativamente dal 206 o 202 al 195 a.C. La sua ascesa al trono imperiale, seppur di breve durata, non fu per niente inutile e diede l’inizio ad un periodo di prosperità di oltre 400 anni, segnato da numerosi progressi scientifici, sociali, agricoli e sanitari. Sarete dunque stupidi di constatare quante invenzioni che al giorno d’oggi consideriamo fondamentali derivino invece dalla dinastia Han. Non è dunque iniziata solo nel XX secolo la grande sfida tra Oriente e Occidente, la quale pone le sue basi nelle invenzioni dimenticate di diversi millenni fa. Ecco dunque le invenzioni della gloriosa dinastia Han che cambiarono il mondo:

L’invenzione della carta

Ad oggi è una realtà acclarata: la prima produzione rudimentale di carta partì dalla Cina antica e specificamente dalla dinastia Han. Il primo pezzo di carta ancora esistente, un materiale grezzo costituito principalmente da fibra di canapa, fu ritrovato proprio in una tomba cinese nel 1957, e si stima risalga a un periodo compreso tra il 140 e l’87 a.C. Ma Cai Lun, un eunuco particolarmente importante nella corte Han del 105 d.C., è ad oggi considerato come l’inventore della prima carta da lettere davvero di alta qualità, realizzata dallo stesso schiacciando e combinando corteccia d’albero, canapa, stracci di lino e scarti di reti da pesca, creando una miscela particolare, scomposta poi in fibre più sottili e resistenti. Per approfondire la sua storia e il processo chimico di tale scoperta si può consultare il valido saggio di Li Shi: The History of Science and Technology in the Qin and Han Dynasty.

Tuttavia, non tutti si servivano della carta prodotta dal nuovo sistema di Ma Cai Lun, infatti molti documenti amministrativi hanno continuato a essere scritti su assi di legno e fogli di bambù per diversi secoli in tutta l’Asia, che a lungo andare grazie alla loro natura più resistente si sono conservati maggiormente. In ogno caso, il crollo della dinastia Han non fece disperdere tale conoscenza e la produzione di Cai Lun divenne una realtà consolidata in tutto il continente, esportata in Occidente solo dopo le prime conquiste arabe della Transoxiana e del bacino del Tarim nel VII-VIII secolo d.C.

Una rappresentazione, postuma, dei procedimenti per la creazione della carta in Cina

Il ponte sospeso

Secondo il rinomato saggio di Robert Temple, The Genius of China, durante la dinastia Han vide lo sviluppo il primo ponte sospeso al mondo. Contrariamente alla storiografia classica, che indicò come primo teorico Fausto Veranzio, il quale nella sua opera “Machinae novae, addita declamazione Latina, Italica, Gallica, Hispanica et Germanica” nel XVI secolo illustrò due esempi di ponti sospesi. Secondo la testimonianza scritta di molti storici e geografici dell’antica Cina, Sangleaug, il comandante dell’armata del regno Han occidentale chiamato Kaou-tsoo, completò la formazione di strade montuose attraverso la provincia montuosa di Shense. Fino ad allora, infatti, le sue alte colline e le profonde vallate avevano reso difficile e tortuosa una qualsiasi forma di comunicazione. Fu così che venne concepito e successivamente realizzato il suo intraprendente progetto di creare un ponte sospeso da una montagna all’altra in mezzo ad un’altissima vallata. Furono proprio gli stessi scrittori cinesi a rinominare questi modelli “ponti volanti” e, a testimonianza di ciò, si suppone che il modello di Shense possa aver influenzato enormemente la costruzione dei futuri ponti tibetani, da cui avrebbero poi preso spunto gli stessi occidentali.

Uno dei tanti ponti sospesi della Cina antica


La trivella a punta

Le miniere di sale della dinastia Han nel I secolo a.C. erano una grande fonte di guadagno per il regno, soprattutto dal punto di vista commerciale. Fu proprio la stessa dinastia ad ottimizzarne l’estrazione, introducendo per la prima volta delle punte di ghisa resistenti per scavare buche ancora più profonde, fino a raggiungere i 5000 piedi di profondità nel terreno alla ricerca di sale. Esso, sarebbe poi stato estratto dal basso attraverso un complicato sistema di tubi e condutture, secondo il libro di Temple. La tecnica che svilupparono dunque può essere a tutti gli effetti considerata come l’origine della moderna trivellazione per estrarre dal terreno gas naturale e petrolio.

Un esempio, in una raffigurazione cinese, della prima trivella nella storia

La carriola

Il noto articolo “The origins of Weelbarrow” del 1994 di M.J.T. Lewis uscito sulla rivista Technology and Culture (di cui qui un estratto), rivendicava la creazione della carriola come una scoperta cinese, messa a punto e realizzata sotto la dinastia Han già nel 200 a.C. Secondo Lewis ed i suoi studi, un modello di una carriola cinese poteva già ospitare una ruota molto più grande di quelle delle normali carriole odierne, riducendo così il peso del contenuto e la resistenza al rotolamento sul suolo. L’inventore di questo nuovo sistema di trasporto di merci pesanti fu il dimenticato Chuko Liang approssimativamente nel III secolo a.C. ma la più antica illustrazione credibile sarebbe di almeno due secoli dopo.

Una carriola cinese, con la grande ruota al centro

Il sismografo

Si deve all’astronomo, matematico e sismologo cinese, Zhang Heng (78-139 d.C.) la descrizione del primo sismoscopio conosciuto nella storia, avvenuta nel 132 d.C. circa. Molto diverso dai moderni sismografi e precisamente uno strumento per indagare i fluidi e i movimenti della terra, il prototipo di Zhang Heng si basava sulla realizzazione di alcuni draghi al di fuori del contenitore, tutti aventi ha una biglia di metallo in bocca, sotto cui vi erano dei piccoli contenitori a forma di rana. Quando il sismografo veniva sollecitato da una scossa di terremoto, un pendolo che era collocato al centro del vaso oscillava nella direzione del sisma e faceva cadere nella bocca di una singola rana solo la biglia del drago che corrispondeva alla direzione del terremoto. Il sismografo dimostrò da solo la sua efficacia: a circa 500 km di distanza, nel Gansu, si vericifò molto presto un terremoto e una delle biglie cadde nella bocca del drago che combaciava con tale direzione. All’inizio lo stesso Zhang He era scettico, non avendo avvertito il terremoto con il proprio corpo data la distanza geografica, ma una volta giunte le prime notizie qualche giorno dopo egli scoprì la sua enorme efficacia.

Il primo esempio di sismografo cinese di Zhang Heng

L’aratro a versoio

Rispetto al semplice aratro, la cui scoperta è possibile datare intorno al 6000 a.C. in Mesopotamia, in Cina venne perfezionata la sua variante molto più pervasiva. Attraverso l’aggiunta del versoio, l’aratro era in grado rispetto al suo predecessore, di capovolgere il terreno in un solo passaggio spingendo la terra lateralmente, per poi portare in superficie più nutrienti, grazie alla sua capacità di smuovere maggiormente la terra, anche in condizioni di umidità e terreno bagnato. Secondo le documentazioni raccolte nel libro di Robert Greenburger, “The Technology of Ancient China, i cinesi erano in grado di utilizzare un semplice aratro per coltivare i campi già dal VI secolo a.C. Ma circa 200 anni dopo, un geniale inventore sempre della dinastia Han, perfezionò il kuan, noto anche come aratro di legno. Lo strumento terminava in una punta acuminata e in grandi ali laterali per allontanare il terreno e ridurre anche l’attrito, anticipando la variante romana di pochi anni.

Una figura ci mostra l’aratro classico utilizzato in Cina millenni fa

La staffa

Gli antichi cavalieri dovevano far penzolare le gambe mentre cavalcavano, ma a risolvere la situazione fu, come previsto, nuovamente un inventore della dinastia Han. Il suo nome è ignoto, ma sappiamo che la sua invenzione ha reso le corse a cavallo molto più semplici, grazie alla realizzazione delle prime staffe mobili, inizialmente dei dispositivi fatti di ​​ghisa o di bronzo in cui un cavaliere potrebbe infilare il piede. Fu un’invenzione così rivoluzionaria che si diffuse nei successivi secoli in tutta l’Asia fino all’Europa, grazie all’importazione proprio da parte degli Avari, i famosi uomini delle steppe che occuparono l’Ungheria dopo la dipartita dei Longobardi. Ciò permise ai cavalieri medievali di cavalcare i loro destrieri anche in armature pesanti, senza il rischio di cadere.

Un’illustrazione di un uomo su un cavallo con le staffe laterali, risalente a 2000 anni fa, durante la dinastia Han.

Il timone

Inizialmente governate dai remi, come gli antici egizi nel III° millennio a.C. avevano iniziato a fare, i cinesi sotto la dinastia Han perfezionarono anche la tecnologia nautica, sviluppando un comodo strumento atto a guidare le navi senza più il loro utilizzo. Il timone moderno sembrerebbe avere origini cinesi, secondo lo storico della tecnologia cinese Yongxiang Lu, messo a punto nel I secolo d.C. L’invenzione impiegò però circa un millennio per raggiungere l’Occidente, dove venne prima perfezionato il timone laterale e solo nel XII secolo quello che potrebbe sembrare l’antenato dei moderni timoni. La prima rappresentazione occidentale di esso si trova in un bassorilievo del fonte battesimale della cattedrale di Winchester, risalente al 1180 circa. In Oriente invece, la più antica rappresentazione di un timone centrale è impressa in un vaso del I secolo e l’oggetto rappresenta una giunca cinese con un timone montato a poppa e manovrato attraverso un sistema di cavi. Molti storici sono però ancora scettici sulla possibile influenza del modello cinese nei confronti del modello occidentale, il quale sarebbe stato inventato indipendentemente, oppure tramandato oralmente da racconti e spiegazioni di marinai e viaggiatori.

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La bussola

Secondo delle antiche rappresentazioni su carta, nell’antica Cina venivano utilizzati dei particolari magneti che aprirono la strada all’invenzione della bussola. Il primo esempio di magneti utilizzati per l’orientamento di cui si ha testimonianza in Cina fu durante il periodo degli Stati Combattenti, tra il 475 e il 221 a.C. Poco tempo dopo, durante la dinastia Han, essi furono perfezionati in un vero e proprio strumento e il materiale principale divenne il bronzo, su cui erano scolpite ben 24 direzioni, rispetto alle 4 a cui siamo abituati oggi. L’invenzione della bussola promosse le imprese marittime cinesi e, complice le sue piccole dimensioni, essa fu facilmente trasportata in Occidente, diffondendosi presto nel mondo musulmano e poi in Europa.

Un modello classico di bussola cinese

La polvere da sparo

Più famosa, ma pur sempre di derivazione Han, è la polvere da sparo, scoperta in Cina nel 142 d.C. Il procedimento di miscela fu perfezionato solo attorno all’anno 1000, eppure già durante la dinastia degli Han orientali vi fu uno dei primi riferimenti alla formula per la creazione della polvere da sparo, precisamente nel testo cinese Cantong Qi dell’alchimista Wei Boyang, il quale descrisse una sostanza con delle proprietà magiche, una sorta miscela di tre polveri che “volavano e danzavano” violentemente nell’aria. A rendere però sospetta tale scoperta è il fatto che il testo si ispira e parla principalmente di filosofia taoista ed unisce conoscenze reali a immaginarie e sensitive. Non è dunque possibile ad oggi capire se egli si riferisse effettivamente alla polvere da sparo ma c’è una grande probabilità, dato che nessun altro esplosivo noto agli scienziati è composto da un mix di tre polveri. Quasi certamente non era nell’intenzione dei cinesi creare un’arma di guerra con tale polvere, gli alchimisti taoisti continuarono a svolgere un ruolo importante nello sviluppo della polvere da sparo nei secoli successivi, a causa dei loro esperimenti con zolfo e salnitro, coinvolti nella ricerca della vita eterna e dei modi di trasformare un materiale in un altro.

La preparazione, postuma, della polvere da sparo da parte degli scienziati cinesi

Molte altre furono le invenzioni sotto la dinastia cinese degli Han, dall’altoforno (approssimativamente nel 200 a.C.) alla famosa chiave regolabile, che in funzione di ciò perderebbe il suo classico appellativo di “chiave inglese”, in onore dell’anglosassone Solymon Merrick, che nel 1835 la brevettò per primo. Stiamo ovviamente parlando di modelli rudimentali e primitivi rispetto a quelli che utilizziamo noi oggi, tuttavia non si può affermare che sotto i 5 lunghi secoli della dinastia Han l’immaginazione, la scienza e le invenzioni venissero di certo ostacolate e senza di esse possiamo affermare che oggi il mondo sarebbe, probabilmente, molto diverso…

Fonti:
Four Great Inventions of Ancient China
10 Inventions From China’s Han Dynasty That Changed the World
https://weaponsandwarfare.com/2010/06/21/chinese-invention-ships-rudder/
https://books.google.it/books?id=pn5EAQAAMAAJ&pg=PA256&lpg=PA256&dq=kaou-tsoo&source=bl&ots=9nOMhsaidN&sig=ACfU3U1PyYFJX_c9SU83ii0DiDf0wk2m7A&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwjszYDburPoAhWbiVwKHdT4CisQ6AEwAHoECAMQAQ#v=onepage&q=kaou-tsoo&f=false
https://www.jstor.org/stable/3106255?read-now=1&seq=4#page_scan_tab_contents

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Pubblicato da Redazione

Redazione del portale online di RLS: - Riscrivere la Storia (Eventi Dimenticati - Fact Checking Storico - Geopolitica e Popoli Perseguitati) - Endangered Peoples

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