L’avidità della Cina vinta dagli Arabi di Ziyad bin Salih

751 d.C., rive del Talas, il fiume, nell’attuale Kazakistan, presso il quale passava la Via della Seta.
Le due superpotenze dell’alto medioevo, Impero Cinese della dinastia Tang e il califfato islamico Omayyade, si scontrarono proprio qui, lungo le sponde del fiume.

Mappa con i movimenti della battaglia del Talas. 

Prima di arrivare a questo punto, occorre tornare indietro di un secolo, quando nel 650 d.C. la Cina dovette fare i conti con il territorio tibetano per l’indipendenza del Tibet stesso.
Quando morì Songstang Gampo, il primo re del territorio, i tibetani iniziarono a ribellarsi al dominio cinese, arrivando a conquistare il Tarim Basin, un territorio importante per i traffici commerciali dell’epoca.
In seguito, la Cina riuscì a fatica a riprendersi il territorio perso e nel 692 potè dirsi vincitrice.
Oltre a questo, la forte diplomazia di cui godeva riuscì a farle stringere alleanze con tutti i territori che circondavano il Tibet, in modo tale da poterlo tenere sotto stretta osservazione. Nel 751 i tibetani erano allo stremo, vessati dai cinesi e depredati di più terre possibili, tanto che temevano l’arrivo del generale Gao Xianzhi come il giorno del giudizio.

Area del bacino del Tarim Basin. 

Gao Xianzhi dovette però porre un freno alla sua conquista, poiché giunsero da occidente gli arabi del califfato Omayyade e i suoi 30.000 uomini dovettero fronteggiarli nel Ferghana.Si trattava di una regione fondamentale per raggiungere il succitato Tarim Basin e faceva gola a chi cercava di ottenere il pieno controllo della porzione centrasiatica della Via della Seta.

L’antica Via della Sera.
 Fonte: https://it.maps-china-cn.com/cina-antica-via-della-seta-mappa

Gli arabi non si fermarono davanti al generale Xianzhi, governatore di Anxi, e chiamarono in aiuto il governatore di Samarcanda, Ziyad bin Salih. Costui giunse ad Atlakh con un esercito molto numeroso, che contava più di 50.000 soldati.
Sul fiume Talas si scontratono quindi le superpotenze militari di quel periodo di storia in cui l’Occidente era tormentato dalle popolazioni del Nord e dai saraceni.
Grazie al manuale di guerra di Li Jing, molto simile allo Strategikon di Maurizio, si conosce la composizione dell’esercito Tang. Era diviso in sette reggimenti, a loro volta operanti al centro e ai fianchi dell’esercito con compiti ben precisi, divisi tra arceri, balestrieri, cavalieri e fanti.
Tra di loro, c’erano dei mercenari Karluks, chiamati in soccorso dai cinesi, che in quel preciso momento contavano soltanto 10.000 uomini della Cina.

Una raffigurazione dei Karluks durante la battaglia di Talas.
Fonte: https://alchetron.com/Battle-of-Talas

Gli arabi combattevano a cavallo, a piedi e sui cammelli, molto prestanti in materia militare.
Durante i cinque giorni di battaglia, i Karluks passarono repentinamente dalla parte degli omayyadi, tradendo i committenti e combattendo contro questi ultimi. Il generale Gao Xianzhi riuscì a salvare soltanto 2.000 uomini da quella che fu una la carneficina più brutale della storia della dinastia Tang.
L’Impero Cinese abbandonò l’idea di predominio su quella specifica area della Via della Seta.

La diffusione araba in seguito alla vittoria del Talas. 

In seguito alla vittoria, nei ranghi arabi la dinastia Omayyade fu sostituita da quella Abbaside, che omaggiò i Tang portando a loro dei doni in segno di alleanza già nel 758.
Un’altra conseguenza fu l’inizio della produzione della carta a Samarcanda, dove furono portati i prigionieri cinesi finita la battaglia. In Cina, infatti, la manifattura della carta era già in auge, mentre in Occidente non la si conosce fino al 1389, quando a Norimberga fu aperta la prima bottega artigianale per la sua realizzazione. Fu quindi una svolta tecnologica notevole che ottennero gli arabi, oltre al dominio su un punto focale dello scambio commerciale.

Il califfato Omayyade con le ultime conquiste.
Si noti l’ubicazione di Samarcanda. 

La brutalità dello scontro fu presto dimenticata grazie, per l’appunto, agli Abbasidi, mentre da parte della Cina non ci furono rappresaglie.

La Cina dei Tang.
Fonte: http://zweilawyer.com/2017/01/28/cina-e-islam-la-battaglia-del-talas-751/

Curioso è notare che la tecnica di fabbricazione in Occidente inizia proprio a Samarcanda, in seguito ad una guerra di conquista araba ai danni dell’Impero Cinese e mentre le città arabe centrasiatiche fiorivano, i Longobardi venivano soppiantati dai Franchi, il re Desiderio fu ucciso da Carlo Magno e cominciò parallelamente l’epoca della scolastica e dell’erudizione universitaria, potendo quindi dire che due scontri decisamente sanguinosi fecero rivalutare il senso e l’importanza del sapere.
Se da una parte si cominciava a scrivere su carta, avanzando in senso tecnologico, dall’altra si avanzava in senso culturale, dando il via ad un periodo florido e per l’Europa e per l’Oriente, mentre la Cina prosperava come se nulla fosse accaduto.

Dr. Anna Maria Vantini

Fonti:

– Hoberman B.,The Battle of Talas, Saudi Aramco World, 1982
– Millwar J. A., Eurasian Crossroads: A History of Xinjiang, Columbia University Press, 2007
– Sabbatini M., Stantangelo P., Storia della Cina, Laterza, Roma-Bari, 2010
– Twitchett D. C., The Cambridge History of China, vol. 3, Sui and T’ang China, 589–906 AD, Cambridge University Press, 1979

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