Fact Checking History: l’Affaire Hégésippe Simon

Difficile est satiram non scribere. Così scriveva Giovenale, mosso dall’esigenza di descrivere la realtà così come è, già divertente e assurda per suo conto. La stessa volontà di fare satira mosse e continuò a muovere nei secoli tantissimi scrittori e intellettuali: facendosi sempre più pressante e spregiudicata, la satira, anche del secolo scorso, colpisce duramente e ci lascia scoprire una storia esilarante proveniente dalla Francia.

Tempo di lettura: 5 minuti

Una lettera ambigua

Nell’agosto del 1913, alcuni deputati del PRRRS (Parti républicain, radical et radical-socialiste) ricevettero una lettera ufficiale dal Comité d’Iniziative du centenaire d’Hégésippe Simon, firmata dal Segretario generale del comitato Paul Birault.

La lettera riporta un incipit aulico e misterioso:

« Les ténèbres s’évanouissent quand le soleil se lève

(Le tenebre svaniscono, quando il sole sorge)

Probabilmente incuriositi da tanta intellettualità, i candidati continuarono la lettura della bizzarra lettera:

« Monsieur le Député,

Grâce à la libéralité d’un généreux donateur, les disciples d’Hégésippe Simon ont enfin pu réunir les fonds nécessaires à l’érection d’un monument qui sauvera de l’oubli la mémoire du précurseur.

Désireux de célébrer le centenaire de cet éducateur de la démocratie avec tout l’éclat d’une fête civique, nous vous prions de vouloir bien nous autoriser à vous inscrire parmi les membres d’honneur du Comité.

Veuillez agréer, Monsieur le Député, l’hommage de notre profond

et respectueux dévouement ».

Trad.

Gentile Deputato,

Grazie alla generosità di un generoso donatore, i discepoli di Hégésippe Simon hanno finalmente potuto riunire i fondi necessari per l’erezione di un monumento che salverà dall’oblio la memoria del precursore. Desideroso di celebrare il centenario di questo educatore della democrazia con tutto lo scintillio di una festa civica, le chiediamo di autorizzarci a iscriverla come socio onorario del Comitato.

La prego di accettare, gentile Deputato, il tributo della nostra profonda e rispettosa dedizione ”.

Sembrerebbe una comunicazione celebrativa come tante altre; tuttavia in ogni busta, dove era presente oltre alla data, il 31 marzo 1914, anche il recapito di dove si sarebbe tenuta la celebrazione per il centenario a Hégésippe Simon, ovvero la città natale del celebre précurseur de la democratie. Maper ciascun deputato l’indirizzo fissato era diverso, solitamente corrispondente ad una città della propria circoscrizione elettorale.

Gli esiti

Se in principio qualche deputato declinò, causa impegni presi in precedenza, le prime adesioni all’iniziativa del Comitato ben presto arrivarono: Félix Chautemps e Paul Meunier, rispettivamente dei distretti di Aube e Albertville accettarono con gioia l’invito. Così, il segretario del Comitato, Paul Birault, il 10 settembre, sollecitò una risposta dai ritardatari, questa volta sottolineando che già due deputati tra quelli iscritti al Partito radicale, avevano aderito. Le risposte, così, arrivarono a pioggia e Birault, constatata una larga partecipazione, indirizzò nuovi inviti anche ai senatori della Repubblica che furono ben contenti di essere stati selezionati e contattati da una così prestigiosa organizzazione e per una così nobile causa.

Ben presto, il prestigio e la fama di Hégésippe Simon dilagarono. Molti furono i politici che millantavano legami di parentela con il fantastico personaggio: i deputati, i senatori e anche alcuni componenti delle alte sfere governative, senza farsi domande su chi fosse realmente Hégésippe Simon caddero in realtà in un ben orchestrato scherzo, decisamente ben riuscito.

I pavoneggiamenti andarono avanti per mesi, lodando l’operato del prosecuteur, così come la sua condotta di vita, tutta al servizio della patria. I giornali ne scrivevano, i fumettisti lo ritraevano, i politici e ormai anche la gente comune lo adulavano, tutti pensavano di sapere chi realmente fosse Hégésippe Simon e, come in un grande “telefono senza fili”, la sua celebrità continuò ad ingigantirsi sempre più.

La notizia assunse i caratteri di quella che oggi definiremo “notizia virale”, C’è chi chiese addirittura di dedicargli una strada, chi tentò di rintracciarlo storicamente in personaggi realmente esistiti; anche Maurice Faure – celebre poeta e giornalistia, nonché Président du Parti radical socialiste e Ministre de l’Instruction publique, ci cascò. Birault si spinse sempre più in alto, facendo giungere il suo invito anche al Ministro del Commercio, Alfred Massé, a cui chiese di patrocinare la commemorazione. Forse più scaltro di altri e insospettito da tanta popolarità, Massé scomoda la Polizia che si mise ad indagare, sulle tracce del fantomatico Simon, di fatto non arrivando a nessuna conclusione: né la data né il luogo di nascita erano riportati in nessun registro conservati negli archivi francesi. Il Ministro fece anche condurre attente ricerche su Paul Birault, scoprendo che la persona esisteva, ma l’ufficio del Comité, teoricamente sito in rue Tardieu n° 4, non esisteva. Così Massé, fece appendere sulla bacheca del Senato un avviso che riportava: « Il convient donc de s’abstenir d’entrer en relation avec M. Birault». Nessuno ascoltò il suo suggerimento.

La rivelazione

Per mesi il tipografo e giornalista Paul Birault si burlò di una intera nazione, sedotta da quella figura così patriottica costruita per mezzo di frottole e pettegolezzi. L’inganno venne svelato solo nel gennaio 1914, cinque mesi dopo il suo inizio; sicuramente l’intellettuale non si aspettava un così ampio successo per la sua satirica iniziativa, il cui obiettivo era sbeffeggiare l’ingenuità dei politici.

Il 21 gennaio dello stesso anno Birault rivelò quella mistificazione attraverso le colonne del suo giornale satirico, l’Ècrit, mostrando all’intero pubblico francese tutto il materiale che attestava la nascita della burla e la sua evoluzione, rivelando anche i nomi dei politici beffati da quell’ingegnoso canular.

Tutta la Francia rise, anche se smise ben presto di farlo. I prodromi della Prima guerra mondiale erano ormai in atto e di lì a poco l’intera Europa sarebbe stata scioccata dalla violenza e dalla crudeltà di un conflitto mai vissuto prima.

La costruita gloria di Hégésippe Simon verrà tramandata ai posteri da un anonimo cantautore che la metterà in versi, sempre umoristici:

Il fit tout jeune ses débuts politiques

En se faisant sous la Révolution

Guillotiner pour la Grand’République

C’est ce qui fit la gloire de son nom

Un peu plus tard, cet aigle au coeur de bronze

En quarant’huit se faisait fusiller

Et finalement c’est en soixante et onze

Qu’il succombait parmi les Fédérés

Ah ! Ah ! mes bons amis chantons

La gloir’ d’Hégésippe Simon.

E ancora oggi, a più di cento anni dalla sua fantomatica nascita, Hégésippe viene ricordato: nel 2014 un gruppo di appassionati ha ricordato l’Affaire Simon richiedendo al Primo Ministro Manuel Valls di dichiarare il 2014 come «année Hégésippe Simon».

Fonti

Guy Breton, Hégésippe Simon, précurseur de la démocratie in Historama, no 47, « Énigmes et mystifications de l’Histoire », Paris, janvier 1980, p. 111-115 reperibile all’URL https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=&cad=rja&uact=8&ved=2ahUKEwinr4XT3J3sAhXIyaQKHTuTDGcQFjAMegQIAhAC&url=http%3A%2F%2Fmemoires-du-chaunois.pagesperso-orange.fr%2FPDF%2Fhegesippe.pdf&usg=AOvVaw0AKbeeHpOooiXGK5YSU0eu

Philippe Di Folco, Les grandes impostures littéraires, Écriture, Paris, 2006

Jean-Louis François, 1914, un centenaire: Le dernier éclat de rire avant la Grande Guerre, Fayard/Mille et une nuits, Paris, 2014

Pubblicato da Simona Amadori

Laureata magistrale in in Scienze Storiche presso l'Università degli Studi di Torino ama da sempre ogni aspetto culturale, sociale, politico, ma soprattutto storico degli eventi di ogni giorno.

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