Il Rinascimento come temperamento dell’autorevolezza: Giusto di Gand

Giusto di Gand (1435-40ca; 1475ca), Joost Van Wassenhove, si staglia nell’entourage rinascimentale quale un rappresentante dello stilema italiano commisto alla narrativa fiamminga del tempo. Un crocevia tra il sentire nordico e quello nostrano che rende i suoi lavori impreziositi da un dialogo di più ampio respiro. Costui ricopre il ruolo di maestro della gilda diContinua a leggere “Il Rinascimento come temperamento dell’autorevolezza: Giusto di Gand”

Filippo Agricola: un’ufficialità romantica

Esponente di rilievo dell’appendice settecentesca, Filippo Agricola (1795- 1857) esemplifica un’arte dal respiro antico. Formatosi nell’antro privilegiato dell’Accademia di S. Luca si specializza nel registro pittorico, in particolare nella ritrattistica ufficiale. Ricopre cariche e ruoli onorifici e il suo stilema s’impreziosisce della sicurezza e dell’agio che la prospera carriera gli consente. Nato alla fine delContinua a leggere “Filippo Agricola: un’ufficialità romantica”

Bartolomeo Orioli: il dogma dell’arte

Bartolomeo Orioli (1568-1628) nasce in un antro familiare che riserba sensibilità per l’assetto letterario, difatti un suo avo sarà noto per le composizioni poetiche aventi ad oggetto la descrittiva cavalleresca. Tale imprinting inizialmente dirige la sua vocazione verso questo tipo di espressione artistica, dilettandosi nella scrittura in versi, con la consapevolezza di un esercizio probatorio.Continua a leggere “Bartolomeo Orioli: il dogma dell’arte”

Il vezzo nell’arte di Fragonard

Jean-Honoré Fragonard (1732-1806) si staglia quale uno dei maggiori esponenti dell’arte settecentesca. Il suo si rivela essere un connubio espressivo che veicola una leggerezza rococò con una vivificazione del classicismo. Nasce a Grasse da una famiglia benestante e manifesta precocemente la sua attitudine artistica, esemplificata nello studio di Chardin e sotto il magistero di Boucher. ViaggioContinua a leggere “Il vezzo nell’arte di Fragonard”

Carlo Dolci e il suo estro originario

Precoce nel talento quanto coerente con la sua etica religiosa, Carlo Dolci (1616-1686) connatura la sua arte in un’inflessibilità stilistica. La sua biografia è riportata da Filippo Baldinucci che seppe stigmatizzare l’esistenza dell’artista, parca di frangenti particolari, densa di una quotidianità opprimente e anonima, ma pretesa in tal modo dal medesimo. Dolci fu sempre immersoContinua a leggere “Carlo Dolci e il suo estro originario”

Una banca per l’aldilà

L’evoluzione dell’ideologia dell’Ordine dei mendicanti desta sospetto soprattutto riguardo la sua integrità, in pieno Trecento, quando oramai il suo assetto dottrinario risulta ben inserito nel contesto socio-culturale.Il purismo nei principi, negli usi e nei costumi si rivela corrotto col passare del tempo, ove degenera la matrice pauperistica provocando un nutrito dissenso dall’opinione pubblica all’epoca. LaContinua a leggere “Una banca per l’aldilà”

Dal paroliberismo al rumorismo: L’avvento del Futurismo

“Marciare non marcire” è stato il monito belligerante della poetica futurista che investì tutti i campi artistici dalla pittura, alla letteratura, alla musica, al teatro, fotografia, cinema. Il sovvertire la retorica e andare oltre il limite dei confini sensoriali rivoluzionò l’habitus artistico, contestualizzandolo in un’ideologia politica interventista. Un’eterogeneità delle manifestazioni artistiche dove la libertà eContinua a leggere “Dal paroliberismo al rumorismo: L’avvento del Futurismo”

Il rapporto tra magia e cristianesimo

Nella concezione di magia altomedievale sono convenute commistioni culturali estranee al sentire dell’epoca che convergono e divergono nel registro emotivo-comunicativo collettivo, creando un organigramma eterogeneo. Il metodo di ricerca è biunivoco e è formato dall’apporto metodologico sia del ramo medievalista che del ramo etno-antropologico. In seno a questo connubio risiede una netta differenza nei contenutiContinua a leggere “Il rapporto tra magia e cristianesimo”

Lo stile narrativo nel campo storiografico

“Non si può sperare di cogliere il carattere esatto e la giusta significazione di certi fatti storici, se questi, oltrechè nei documenti e nelle relazioni autentiche, non si rintracciano ancora nelle finzioni cui diedero origine” Arturo Graf Il registro storiografico merita diversi approcci stilistici. Si può passare da uno stilema saggistico a uno più prettamenteContinua a leggere “Lo stile narrativo nel campo storiografico”

Che disgrazia l’ingegno di Griboedov: un caposaldo dell’ironia ‘alla russa’

“Nella mia commedia ci sono venticinque imbecilli contro un solo uomo dal giudizio sano” così esordisce Aleksandr Griboedov (1795-1829) descrivendo il suo capolavoro “Che disgrazia l’ingegno”. Tradotto senza punto esclamativo, come precisa il traduttore e docente di lingua e letteratura russa presso l’università degli Studi Aldo Moro di Bari, Marco Carotozzolo, per esprimere il sarcasmoContinua a leggere “Che disgrazia l’ingegno di Griboedov: un caposaldo dell’ironia ‘alla russa’”

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